Insoddisfazione e depressione sul posto di lavoro

L’insoddisfazione al lavoro, di per sé, non è quasi mai la causa di una depressione. Tuttavia, insieme ad altri fattori può concorrere a generare uno stato depressivo, con conseguenze e impatti negativi sulle relazioni professionali e personali.

Le condizioni e le vicende legate al lavoro, così come altri aspetti della propria vita privata, possono essere fattori scatenanti e concorrere ad aggravare una situazione già per altre ragioni vulnerabile.

 

È molto importante riuscire a riconoscere la depressione e intervenire per curarla.

Cos’è e come si riconosce la depressione?

Una delle caratteristiche fondamentali della depressione è la perdita di senso per qualsiasi tipo di attività, dalle più importanti a quelle meno importanti e quotidiane. Questo stato d’animo porta ad un atteggiamento di disinteresse, di scarsa cura anche di sé e delle proprie condizioni di vita e della propria progettualità. Per le persone depresse non ha senso il presente ma non ha senso nemmeno il futuro e il far qualcosa per cambiarlo. Sperimentano un sentimento di fallimento, senso di colpa e responsabilità per ciò che va male anche quando non è giustificato dal dato di realtà. Quasi sempre ciò è accompagnato da un vissuto di inadeguatezza, svalorizzazione di sé e scarsa fiducia nelle proprie capacità.

Quali sono i sintomi della depressione

Alcuni dei sintomi ricorrenti della depressione sono la sensazione di “vuoto, tristezza e ansia, pianto frequente, stanchezza cronica e mancanza di energia, senso di inutilità, perdita di interesse o di piacere, calo del desiderio sessuale, disturbi del sonno, irrequietezza e scarsa capacità di concentrazione, incapacità di decisione, aumento o diminuzione dell’appetito, dolori e disturbi fisici che non scompaiono nemmeno se curati, sentimento di disperazione che può arrivare a pensieri di autolesionismo o di morte (fantasie suicide).

I sintomi della depressione al lavoro

La depressione al lavoro si manifesta con una generale demotivazione e perdita di senso per ciò che si fa. Le persone depresse al lavoro hanno difficoltà di concentrazione anche per compiti semplici, commettono più frequentemente errori e si dimenticano impegni e appuntamenti. La scarsa cura di sé e delle proprie attività conduce spesso ad un rapido peggioramento delle performance e della considerazione da parte degli altri.

 

La depressione al lavoro porta di frequente all’isolamento, al deterioramento dei rapporti, ad un atteggiamento di passività verso compiti e  richieste.

Infine, la depressione al lavoro riduce al minimo qualsiasi capacità progettuale e di pensiero rivolto al futuro, se non al negativo. Per questo, spesso le persone depresse al lavoro ritengono che l’unica soluzione sia la fuga e possono decidere di licenziarsi anche senza avere alternative a disposizione.

Le cause della depressione al lavoro

Nella depressione al lavoro gioca un ruolo rilevante la risposta della persona alle difficoltà, che di per sé non sono quasi mai sufficienti ad innescare uno stato depressivo.

Ci sono alcuni condizioni al lavoro che possono innescare o accelerare uno stato di depressione, ad esempio:

  • richieste complesse o eccessivamente elevate sul piano qualitativo o quantitativo, che superano le capacità tecniche o personali o gestionali possedute;

  • gravi errori o fallimenti che hanno generato giudizi o effetti molti negativi e ostili;

  • incidenti gravi o addirittura mortali sul luogo di lavoro che hanno messo a rischio la propria vita o quella dei colleghi;

  • incertezza per i proprio futuro professionale o minaccia (reale o percepita) di poter perdere il lavoro senza intravedere alternative;

  • impossibilità (reale o percepita) a pensare e progettare alternative alla situazione insoddisfacente;

  • azioni di mobbing, vessazioni prolungate, clima ostile e conflittuale da parte dei colleghi o del capo;

  • comportamenti manageriali patologici non adeguatamente contenuti e sanzionati dall’azienda o dall’istituzione.

Come intervenire in caso di depressione al lavoro

Il mio intervento parte sempre da un consulto psicologico di uno o più incontri nei quali ho modo di verificare le condizioni e il livello di gravità della situazione. Lo si può chiedere anche online.

 

Quando il livello di depressione al lavoro è invalidante, concordo con la persona un lavoro in parallelo con uno psichiatra, per una cura farmacologica che consenta di alleviare i sintomi e poter avviare un percorso psicologico.

All’attività di analisi e sostegno psicologico alterno appena possibile un supporto alla progettazione e realizzazione di azioni concrete, attingendo a  metodologie e strumenti di coaching. Ciò facilita fin da subito la realizzazione di piccoli cambiamenti reali che consentano sulle prime di “limitare i danni”, soprattutto al lavoro, e successivamente di riorganizzare se stessi e le proprie relazioni, con più efficacia e maggiore competenza di sé.